Addio a Tony Zermo, firma storica de La Sicilia

Addio a Tony Zermo, firma storica de La Sicilia

Un altro tributo pagato al Covid maledetto. Un altro collega di valore che ci lascia. Tony Zermo, firma storica del quotidiano “La Sicilia”, ha perso la sua battaglia col virus dopo giorni di lotta estrema, lasciando affranti la moglie Carlotta, il figlio Alfredo – fra l’altro responsabile del sito web lasicilia.it – e tutti coloro i quali lo amavano e ne apprezzavano le doti umane e professionali.
Firma storica del quotidiano “La Sicilia”, Tony Zermo ha seguito da inviato gran parte degli eventi più importanti che hanno segnato il secolo scorso. Il sequestro Moro, la guerra del Golfo e quella nella ex Jugoslavia, i mondiali di Spagna e quelli del Messico, il maxi processo di Palermo, i terribili terremoti nel Belice e in Irpinia…. Non c’era evento in cui non si trovasse in prima fila, al fianco dei giornalisti inviati delle grandi testate nazionali, che ne apprezzavano lo humour, il disincanto, ma anche l’abilità nel trovare la notizia, la chiave di lettura, il commento misurato.
Nella redazione del quotidiano “La Sicilia” ha “tastato il polso” a decine di colleghi, offrendo loro consigli preziosi e redarguendoli a fronte di topiche di una certa entità. Non ha mai litigato con nessuno, però. E per questo tutti lo guardavano con il dovuto rispetto e con non meno simpatia.
Dopo essere andato in pensione ha continuato a collaborare col quotidiano di viale Odorico da Pordenone, raccontando soprattutto la Catania che fu e che lui ha avuto modo di conoscere - e vivere - profondamente. Erano sempre pezzi godibili e che non di rado scatenavano il dibattito fra i lettori. Esattamente come accadeva per altri due argomenti, per i quali si è sempre battuto: il Casinò di Taormina e il Ponte sullo Stretto. Era convinto che potessero essere volano per il turismo e per lo sviluppo di un’Isola che amava smisuratamente ma, come prevedeva, non è riuscito a vedere la realizzazione tanto dell’una quanto dell’altra opera. Va via con questo cruccio. E forse con la speranza che i siciliani possano imparare ad amare ancor di più, come merita, la loro terra.
Ad Alfredo, nostro collega, e ai familiari tutti, le sentite condoglianze dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia.