L’Ordine: contributi all’editoria, criteri da rivedere

L’Ordine: contributi all’editoria, criteri da rivedere

Qualsiasi aiuto all’editoria non può prescindere dalla salvaguardia dei livelli occupazionali e retributivi. Per l’Ordine dei giornalisti di Sicilia i criteri per l’erogazione dei fondi della Regione all’editoria vanno rivisti per ancorarli a questo obiettivo.
In un momento in cui la crisi dell’editoria, aggravata ulteriormente dall’emergenza COVID, sta mettendo in ginocchio piccole e grandi testate, in alcune delle quali sono state annunciate drastiche misure come tagli di stipendi ed esuberi di personale, chiediamo alla Regione di sostenere il mondo dell’informazione, che svolge un ruolo essenziale per la democrazia.
I contributi da distribuire costituiscono certamente una boccata d’ossigeno. Ma non dev’esserci spazio per editori interessati ai contributi pubblici, se non c’è da parte loro disponibilità a rivedere le procedure, già avviate, dirette a liquidare posti di lavoro come è stato annunciato al Giornale di Sicilia. Così come non va dato spazio a chi percepisce fondi pubblici per ammortizzatori sociali collegati a presunti esuberi, se i giornalisti forzatamente assenti vengono sostituiti da collaboratori non in organico né garantiti o legati alle aziende da alcun tipo di contratto. Tutto ciò a maggior ragione nell’attuale contesto storico, in cui il lavoro del giornalista è ancor più rischioso.
L’Ordine in questa fase chiama a raccolta – in modo ovviamente e purtroppo virtuale – il mondo del giornalismo siciliano e promuoverà entro i prossimi giorni una iniziativa, nel tentativo estremo di salvare i posti di lavoro e il giornalismo dell’Isola, nel cui nome siamo pronti a una battaglia dura. Battaglia che vedrà l’Ordine in prima linea, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative istituzionali che a esso competono.